Ho capito che eravamo arrivate quando, dal finestrino del treno, ho visto la grande cupola, una torre e un campanile svettare tra un buon numero di case e palazzetti. Molto italiano.
Si era ironizzato per tutto il viaggio sulla 126 che avrebbe avuto la suora, anche se in realtà Marica propendeva più per la Panda. Invece la suora aveva la Multipla, e ci siamo sedute tutte e tre davanti.
La casa era un villino bellissimo, con cespugli fioriti davanti e un giardino ombroso sul dietro. Ho fantasticato brevemente sulla pia anziana che deve averlo lasciato in eredità alla chiesa. Ragazze con magliette larghe e pantacollant sedevano su sedie di plastica bianca sotto l'oleandro, sorridevano senza mostrare i denti, molto enigmatiche.
La suora ci ha fatto passare nello studio, con i cuscini ricamati sulle poltroncine, la foto di Ratzinger e di qualche prelato locale che non ho riconosciuto, il cordless, il fax. Ci ha raccontato di una ragazza che ha perso cinque lavori uno dopo l'altro, non è matura, si adombra a ogni no. Non ha voglia di lavorare, "vuole vivere come un'adolescente", ha detto testualmente la suora, "andare sempre in giro e fare sesso tre volte al giorno". Per alcuni secondi Marica e io ci siamo distratte dietro l'immaginario della suora sull'adolescenza di oggi.
Siamo state a pranzo tutte insieme, noi, due suore, varie ragazze. La suora ci ha elencato contenta la provenienza di ognuna, per sottolineare l'internazionalismo della tavolata. Il primo era pasta con un sugo di carne molto denso. A centro tavola, grandi insalatiere erano piene di pomodori da prendere e affettarsi ognuna per conto suo. I cetrioli invece erano già tagliati. Un'altra immagine di Ratzinger sul muro della cucina (la cucina abitabile, come ha sottolineato la suora), un ritratto su fondo dorato dai colori cangianti, e vicino una Madre Teresa dipinta con la stessa tecnica. La maggiorenna romena accanto a me ha fatto dei gesti furtivi alla minorenne romena che avevo davanti, secondo me di scherno razzista verso la ragazza nigeriana che mangiava una pesca. Ma magari mi sbaglio.
Una delle ragazze che mancava frequenta un corso di pasticceria della provincia, annuale con rilascio di attestato, e la sera prima aveva portato un semifreddo preparato per l'esercitazione.
La suora ha distribuito delle belle fette su piattini da tè a fiori. Era bianco e rosa. A me è piaciuto.
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martedì 10 agosto 2010
martedì 9 marzo 2010
La signora pakistana sale sull'autobus semivuoto mentre inizia a nevicare forte. Veste in modo tradizionale, il velo dai colori accesi, pantaloni larghi chiusi alla caviglia con sopra una giacca a vento. La figlia che tiene per mano è molto magra, molto dolce, deve avere dei problemi di salute. I due uomini pakistani seduti vicino a me la riconoscono, e ad alta voce le mandano un saluto che io percepisco come "Salham Aleik".
L'etimologia della parola salamelecco (secoli e secoli di rapporti, incomprensioni e curiosità tra Oriente e Occidente) prende vita davanti ai miei sensi.
L'etimologia della parola salamelecco (secoli e secoli di rapporti, incomprensioni e curiosità tra Oriente e Occidente) prende vita davanti ai miei sensi.
venerdì 9 gennaio 2009
Nel bellissimo libro che sto leggendo, ieri per pagine e pagine ho seguito un bambino di sei anni scendere dal treno al campo di sterminio, essere avviato alla camera a gas, fino alla morte. Poi, per altre pagine e pagine, il grande fisico Strum, che aveva fatto una scoperta fondamentale mentre era sfollato, nei dolori e nelle privazioni della guerra, rendersi conto che, in quanto ebreo, l'accademia delle scienze sovietica ha deciso di ostracizzarlo e metterlo da parte a favore di scienziati russi. Senza dirlo ancora apertamente, usando invece come scusa ufficiale e accettabile che la sua teoria è intrisa di idealismo occidentale, un po' come la teoria della relatività, e contraddice le teorie leniniste sulla natura.
In questi giorni tutti assistiamo all'attacco a Gaza. Sono per lo stop dei bombardamenti e per l'inizio di negoziati seri, veri, pesanti, in cui venga coinvolta tutta la regione, per arrivare ai due stati. Ma non voglio parlarne perché non ho niente di originale da dire, e il chiacchiericcio idiosincratico e gli slogan tra fazioni che si susseguono in questi giorni mi hanno nauseato. Dico nauseato così, tanto per dire, per spiegare in modo colorito che mi fanno schifo. Tranne in due occasioni. In due occasioni ho provato un vero senso di nausea fisica, di stordimento, di incapacità di accettare quello che leggevo. Reazioni completamente emotive, lacrime agli occhi.
Su Facebook c'è il profilo di un frego, un bravo frego, un compagno. Non lo conosco personalmente ma lo sento nominare da tanto, simpatico, esce, gioca a pallone, va ai concerti, vota il simbolo con la falce e il martello. Il 28 dicembre aveva questo status nel suo profilo (copio e incollo): XXXX pensa che se baffetto avesse finito, a suo tempo, la sua opera di sterminio, oggi avremmo avuto molti meno problemi in Palestina; Intifada fino alla vittoria!
Ci sono rimasta di sasso. Nessuno dei suoi oltre 200 contatti ha scritto una riga per mettere in discussione questa frasetta. Secondo me l'antisemitismo a sinistra va problematizzato. Di solito si dice che a sinistra c'è solo critica contro il governo israeliano. Non è vero niente, c'è anche l'antisemitismo vero, invece di farlo dire solo a Ferrara o Teodori diciamolo anche noi e combattiamolo attivamente.
Il 5 gennaio leggo in rilassatezza il blog di Luca Sofri, che a me piace e che visito quotidianamente. C'è un post sulle camicie Brook Brothers. Le camicia Brook Brothers sono quanto di meno interessante io possa concepire. Tant'è che se ne parla da decenni ormai, e io che ricerco qualsiasi stronzatella su Google non mi sono mai presa la briga neanche di dargli un'occhiata di sfuggita. Come saranno fatte ste camicie Brook Brothers? Boh. Ma tanto che c'ero clicco il link al blog di Christian Rocca. Christian Rocca è un paraculetto che scrive sul Foglio e ha un blog. Insopportabile. Niente delle cose che dice mi interessa minimamente, però per inerzia scorro i post precedenti, quasi tutti su Usa o Israele, leggo due righe di arguzia d'accatto e aggressività à la Ferrara però più quarantenne cinico ironico e autoironico, passo oltre. Ma su questo mi fermo. Lì per lì nemmeno capisco, e penso fugacemente "non mi dire che un destro come sto Rocca si mette a fare il parallelismo [peraltro idiota] tra Gaza e il ghetto di Varsavia". Ma no, molto peggio. Sono gelata. Il nostro piccolo genio sta comparando uno stato ricco, con uno degli eserciti più potenti del mondo, sostenuto dall'opinione pubblica internazionale e dall'unica potenza del globo, dallo standard di vita molto alto, la cultura vivace, ottime università, con il Ghetto di Varsavia. Non può essere vero. Penso alle migliaia di persone che hanno scavato le trincee, hanno nascosto le armi, si sono fatte coraggio per morire combattendo, senza soccombere alla violenza e alla sopraffazione, soli al mondo. Poi penso a Christian Rocca, davanti al suo computer Apple, tutto soddisfatto della provocazione, per aggiungere un altro po' di chiacchiera gratuita alla diatriba mai spenta se Hamas è come Hitler, o invece Israele è come Hitler, oppure l'Iran è come Hitler.
L'Olocausto, l'esistenza di Israele, il diritto dei palestinesi a uno stato sono materia per guizzi d'ingegno, boutades, partite a specchio riflesso.
Tutto è terribile.
In questi giorni tutti assistiamo all'attacco a Gaza. Sono per lo stop dei bombardamenti e per l'inizio di negoziati seri, veri, pesanti, in cui venga coinvolta tutta la regione, per arrivare ai due stati. Ma non voglio parlarne perché non ho niente di originale da dire, e il chiacchiericcio idiosincratico e gli slogan tra fazioni che si susseguono in questi giorni mi hanno nauseato. Dico nauseato così, tanto per dire, per spiegare in modo colorito che mi fanno schifo. Tranne in due occasioni. In due occasioni ho provato un vero senso di nausea fisica, di stordimento, di incapacità di accettare quello che leggevo. Reazioni completamente emotive, lacrime agli occhi.
Su Facebook c'è il profilo di un frego, un bravo frego, un compagno. Non lo conosco personalmente ma lo sento nominare da tanto, simpatico, esce, gioca a pallone, va ai concerti, vota il simbolo con la falce e il martello. Il 28 dicembre aveva questo status nel suo profilo (copio e incollo): XXXX pensa che se baffetto avesse finito, a suo tempo, la sua opera di sterminio, oggi avremmo avuto molti meno problemi in Palestina; Intifada fino alla vittoria!
Ci sono rimasta di sasso. Nessuno dei suoi oltre 200 contatti ha scritto una riga per mettere in discussione questa frasetta. Secondo me l'antisemitismo a sinistra va problematizzato. Di solito si dice che a sinistra c'è solo critica contro il governo israeliano. Non è vero niente, c'è anche l'antisemitismo vero, invece di farlo dire solo a Ferrara o Teodori diciamolo anche noi e combattiamolo attivamente.
Il 5 gennaio leggo in rilassatezza il blog di Luca Sofri, che a me piace e che visito quotidianamente. C'è un post sulle camicie Brook Brothers. Le camicia Brook Brothers sono quanto di meno interessante io possa concepire. Tant'è che se ne parla da decenni ormai, e io che ricerco qualsiasi stronzatella su Google non mi sono mai presa la briga neanche di dargli un'occhiata di sfuggita. Come saranno fatte ste camicie Brook Brothers? Boh. Ma tanto che c'ero clicco il link al blog di Christian Rocca. Christian Rocca è un paraculetto che scrive sul Foglio e ha un blog. Insopportabile. Niente delle cose che dice mi interessa minimamente, però per inerzia scorro i post precedenti, quasi tutti su Usa o Israele, leggo due righe di arguzia d'accatto e aggressività à la Ferrara però più quarantenne cinico ironico e autoironico, passo oltre. Ma su questo mi fermo. Lì per lì nemmeno capisco, e penso fugacemente "non mi dire che un destro come sto Rocca si mette a fare il parallelismo [peraltro idiota] tra Gaza e il ghetto di Varsavia". Ma no, molto peggio. Sono gelata. Il nostro piccolo genio sta comparando uno stato ricco, con uno degli eserciti più potenti del mondo, sostenuto dall'opinione pubblica internazionale e dall'unica potenza del globo, dallo standard di vita molto alto, la cultura vivace, ottime università, con il Ghetto di Varsavia. Non può essere vero. Penso alle migliaia di persone che hanno scavato le trincee, hanno nascosto le armi, si sono fatte coraggio per morire combattendo, senza soccombere alla violenza e alla sopraffazione, soli al mondo. Poi penso a Christian Rocca, davanti al suo computer Apple, tutto soddisfatto della provocazione, per aggiungere un altro po' di chiacchiera gratuita alla diatriba mai spenta se Hamas è come Hitler, o invece Israele è come Hitler, oppure l'Iran è come Hitler.
L'Olocausto, l'esistenza di Israele, il diritto dei palestinesi a uno stato sono materia per guizzi d'ingegno, boutades, partite a specchio riflesso.
Tutto è terribile.
domenica 12 ottobre 2008
Ho subito pensato a questo brano di La letteratura nazista in America, il libro fantastico di Roberto Bolano.
"[...] Scrisse, per esempio, una poesia in cui Leni Riefenstahl faceva l'amore con Ernst Junger. Un centenario e una novantenne. Tutto un cozzar di ossa e tessuti morti. Santo cielo, diceva Rory nella sua grande biblioteca fetida, il vecchio Ernst la monta senza pietà e quella puttana tedesca ne vuole di più, di più, di più. Una buona poesia: gli occhi dell'anziana coppia si infiammano di una luminosità invidiabile, si succhiano fino a far scricchiolare le vecchie mascelle, e guardano di sottecchi il lettore mentre danno impercettibilmente lezione. Una lezione chiara come il sole. Bisogna smetterla con la democrazia. Perché vivono tanto i nazisti? Prendiamo Hess, che se non si fosse suicidato sarebbe arrivato a cent'anni. Cosa li fa vivere tanto? Cosa li rende quasi immortali? Il sangue versato, il volo del Libro, la consapevolezza che hanno fatto il salto? (...) Ma qual'è il segreto della longevità? La Purezza. Indagare, lavorare, creare il millennio secondo diversi piani."
Però anche loro devono andare piano con la macchina.
P.S. Venerdì alla stazione di Falconara ho visto un nazista, che è sceso a Pesaro come me. Era alto e pallido, rasato, apparentemente sprovvisto di tono muscolare. Uno skinhead con la maglietta nera e degli orridi pantaloni in tessuto mimetico da neve. Aveva moltissimi tatuaggi, tra cui le parole "Italia" e "Dio Patria Famiglia" e, sul collo, il numero 88 racchiuso da una specie di ghirlanda. Era la prima volta che vedevo dal vivo il famigerato tatuaggio con la data di nascita di Hitler.
Io odio i nazisti.
"[...] Scrisse, per esempio, una poesia in cui Leni Riefenstahl faceva l'amore con Ernst Junger. Un centenario e una novantenne. Tutto un cozzar di ossa e tessuti morti. Santo cielo, diceva Rory nella sua grande biblioteca fetida, il vecchio Ernst la monta senza pietà e quella puttana tedesca ne vuole di più, di più, di più. Una buona poesia: gli occhi dell'anziana coppia si infiammano di una luminosità invidiabile, si succhiano fino a far scricchiolare le vecchie mascelle, e guardano di sottecchi il lettore mentre danno impercettibilmente lezione. Una lezione chiara come il sole. Bisogna smetterla con la democrazia. Perché vivono tanto i nazisti? Prendiamo Hess, che se non si fosse suicidato sarebbe arrivato a cent'anni. Cosa li fa vivere tanto? Cosa li rende quasi immortali? Il sangue versato, il volo del Libro, la consapevolezza che hanno fatto il salto? (...) Ma qual'è il segreto della longevità? La Purezza. Indagare, lavorare, creare il millennio secondo diversi piani."
Però anche loro devono andare piano con la macchina.
P.S. Venerdì alla stazione di Falconara ho visto un nazista, che è sceso a Pesaro come me. Era alto e pallido, rasato, apparentemente sprovvisto di tono muscolare. Uno skinhead con la maglietta nera e degli orridi pantaloni in tessuto mimetico da neve. Aveva moltissimi tatuaggi, tra cui le parole "Italia" e "Dio Patria Famiglia" e, sul collo, il numero 88 racchiuso da una specie di ghirlanda. Era la prima volta che vedevo dal vivo il famigerato tatuaggio con la data di nascita di Hitler.
Io odio i nazisti.
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domenica 21 settembre 2008
Berlusconi ha detto che all'inizio Hitler sembrava democratico. Ma che intende per inizio? Il Mein Kampf è del 1924.
Chissà se i membri dell'associazione sionista Keren Hayesod, che gli consegnavano il premio Uomo dell'anno, gliel'hanno fatto notare.
O magari non si riferiva a Hitler. L'Iran sta piantando tutto sto casino e Berlusconi parlava, che ne so, di Bush Sr.
Chissà se i membri dell'associazione sionista Keren Hayesod, che gli consegnavano il premio Uomo dell'anno, gliel'hanno fatto notare.
O magari non si riferiva a Hitler. L'Iran sta piantando tutto sto casino e Berlusconi parlava, che ne so, di Bush Sr.
venerdì 8 agosto 2008
La sfilata degli stati partecipanti che apre le Olimpiadi assomiglia in maniera impressionante a come mi immaginavo la pace tra i popoli quando ero piccola. Non riesco a staccare gli occhi dallo schermo.
Alcuni degli atleti o dei tecnici hanno vinto medaglie in passato "come sovietici".
Intanto, forse scoppia la guerra tra Georgia e Russia.
Un altro motivo fondamentale per guardare la sfilata inaugurale delle Olimpiadi è la forte concentrazione di uomini dalla bellezza strabiliante.
Alcuni degli atleti o dei tecnici hanno vinto medaglie in passato "come sovietici".
Intanto, forse scoppia la guerra tra Georgia e Russia.
Un altro motivo fondamentale per guardare la sfilata inaugurale delle Olimpiadi è la forte concentrazione di uomini dalla bellezza strabiliante.
giovedì 5 giugno 2008
mercoledì 27 febbraio 2008
Ieri in centro ho incontrato Leoluca Orlando. Camminava con un gruppo di signori di varie età, sereni, sorridenti e benvestiti. Andavano al caffè Lavazza. Mi sfugge a quale raggruppamento politico faccia riferimento in questa fase. Però ora viaggia con scorta leggera, evidentemente. Tipo quindici anni fa, ai tempi della primavera di Palermo, mentre andavamo a Roma col torpedone per qualche manifestazione unitaria di sinistra, ci imbattemmo in Leoluca Orlando all'autogrill. Lucianone D.V., che lo ammirava tanto, si slanciò verso di lui con emozione per stringergli la mano. Nel giro di un secondo e mezza, tre corpulenti signori, dal giaccone abbastanza spesso nonostante la giornata soleggiata, lo misero in mezzo puntandogli contro delle mitragliette. Fu un momento interessante. Al por Luciano passò la tachicardia solo alcune ore dopo.
Al Tg1 delle 20 Giancarlo De Cataldo ("magistrato e scrittore") era in studio per commentare le indagini sul caso di Gravina. E' stato molto diplomatico, ha detto che non si può giudicare senza conoscere gli atti, che indagare è difficile.
Oggi sul Corriere della Sera c'è una breve intervista a Gianrico Carofiglio ("magistrato, scrittore e candidato del PD in Puglia") per commentare le indagini sul caso di Gravina. Anche lui è stato molto diplomatico, ha detto che indagare è difficile e anche lui una volta si sbagliò clamorosamente, sul caso di una bambina rom. Poi ha ricordato come è nata la revisione del processo in Italia: negli anni 50 in Sicilia un tizio prese a palate in testa il fratello e apparentemente lo uccise. Un testimone denunciò il fatto alla polizia e, nonostante non venisse mai ritrovato il cadavere, il tizio con la pala fu condannato per omicidio. Anni dopo il fratello fece ritorno dall'Australia, dove zitto zitto era emigrato (perché evidentemente in famiglia i rapporti erano molto tesi). Da questo errore giudiziario, apparentemente inevitabile (il fratello era scomparso, un testimone oculare pensava di aver assistito all'omicidio) si comprese l'esigenza di poter revisionare i processi. Cool.
In America fanno tendenza culturale le spogliarelliste, in Italia i magistrati democratici. Sarò antica come i gioielli della corona, ma mi schiero con l'Italia
Al Tg1 delle 20 Giancarlo De Cataldo ("magistrato e scrittore") era in studio per commentare le indagini sul caso di Gravina. E' stato molto diplomatico, ha detto che non si può giudicare senza conoscere gli atti, che indagare è difficile.
Oggi sul Corriere della Sera c'è una breve intervista a Gianrico Carofiglio ("magistrato, scrittore e candidato del PD in Puglia") per commentare le indagini sul caso di Gravina. Anche lui è stato molto diplomatico, ha detto che indagare è difficile e anche lui una volta si sbagliò clamorosamente, sul caso di una bambina rom. Poi ha ricordato come è nata la revisione del processo in Italia: negli anni 50 in Sicilia un tizio prese a palate in testa il fratello e apparentemente lo uccise. Un testimone denunciò il fatto alla polizia e, nonostante non venisse mai ritrovato il cadavere, il tizio con la pala fu condannato per omicidio. Anni dopo il fratello fece ritorno dall'Australia, dove zitto zitto era emigrato (perché evidentemente in famiglia i rapporti erano molto tesi). Da questo errore giudiziario, apparentemente inevitabile (il fratello era scomparso, un testimone oculare pensava di aver assistito all'omicidio) si comprese l'esigenza di poter revisionare i processi. Cool.
In America fanno tendenza culturale le spogliarelliste, in Italia i magistrati democratici. Sarò antica come i gioielli della corona, ma mi schiero con l'Italia
venerdì 25 gennaio 2008
Al corso di alfabetizzazione in lingua italiana per l'accesso ai servizi che tengo i carcere in due giorni sono girate una quindicina di persone. Come convenivo con Marco il tiutor, i più trucidi sono regolarmente gli italiani, nella fattispecie i quattro che sono stati inseriti per sbaglio. I due di oggi, giovani, strafottenti, benvestiti, veramente da paura. Ci sono due fratelli romeni obesi che sembrano gemelli, ma invece sono nati a un anno di distanza. Un nigeriano che adoriamo in modo spudorato, il quale ignorava il significato della parola extracomunitario e mi ha chiesto con candore come si fa, dal carcere, a fare i documenti per avere il permesso di soggiorno. Poi Bulgaria, Marocco, Tunisia, Libia, Sierra Leone, Palestina. Parlano tutti due o tre lingue, hanno visto il mondo, hanno osato. Tranne gli est europei (che, diciamocelo, sembrano i più furbetti del quartierino, però in chiave lumpen), non hanno nessuna possibilità di fare qualcosa che non sia illegale. Il fatto di camminare per una strada italiana li rende illegali. Gli ho detto, e da oggi peggio verrà. Il bulgaro (classe 1988) ha risposto: Ma adesso vince Berlusconi, viene la libertà. Non era una battuta. Cioè, lui ci crede. Ho tirato a indovinare che rimarrà deluso. Il mondo arabo ce l'ha molto più chiara la situazione. Almeno uno è piuttosto colto. I magrebini sono tutte facce molto familiari che incontriamo tre o quattro volte camminando per le vie del centro. Andare in carcere fa un effetto straniante. Diventa così evidente la produzione del fuorilegge. Se non ci fosse la Bossi-Fini probabilmente la metà di loro non sarebbe mai andata in prigione. Con la liberalizzazione della droga l'infinito gioco a guardie e ladri con i piccoli spacciatori finirebbe. Che vogliamo fare? Stiamo lì, diciamo: in effetti per un clandestino adesso è praticamente impossibile regolarizzarsi, diciamo: no, è praticamente impossibile trovare un lavoro regolare. In italiano non si dice Bulgària ma Bulgarìa. In italiano si dice DA dove vieni, non DE dove vieni. Palestina con la e. L'abitante della Libia è libico. Poi arriva la guardia e gli urla del tutto gratuitamente mentre ritornano verso le celle, e torna a prendere noi e pensa che noi forse potremmo non approvare, allora si giustifica: che vuoi farci con questi, questi bisogna trattarli così, so' delinquenti, non c'hanno voglia di fa' niente. E come guardia, davvero, finora è stata senz'altro la più gradevole.
domenica 6 gennaio 2008
Hillary e' andata bene al dibattito di ieri, ed e' in testa nei sondaggi per il New Hampshire. Leggevo che Jesse Jackson nel 1988 ha vinto ben 13 stati tra primarie e caucases, non mi ricordavo affatto, e certo non e' stato nominato*. Anche se Jesse Jackson e' tutto un altro tipo di figura, viene dal movimento dei diritti civili, mentre Obama si pone come completamente nuovo proprio perche' fa parte della prima generazione post- civil rights.
* che eco cretina ha ormai questo termine, nell'epoca dei reality show, eh?
* che eco cretina ha ormai questo termine, nell'epoca dei reality show, eh?
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venerdì 4 gennaio 2008
Obama crede nella concordia, crede nel "basta con le divisioni". Le sue idee in verita' non sono molto radicali, sono quasi post-politiche. Ma lui per se e' molto radicale: un nero che vince il caucas, un nero che conduce le primarie. Pensiamo a un nero presidente, a una first lady nera. Non e' nemmeno radicale, e' rivoluzionario. Spero che si siano posti il problema sicurezza.
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lunedì 10 dicembre 2007
Torino si ferma per i caduti alla Tyssen-Krupp. Che ha dichiarato che le norme di sicurezza erano perfettamente rispettate. Immagino secondo loro si sia trattato di una tragica fatalita'. Fanno schifo.
Intanto Luca Cordero di Montezemolo ha smesso per un attimo di sparare i suoi luoghi comuni sui politici e il pubblico impiego, e si e' accorto che c'e' un'emergenza sicurezza sul lavoro.
La Cosa Rossa si e' riunita a Roma. Io sono disposta a sottoscrivere qualsiasi progetto al quale partecipi Nichi Vendola. Ma come si fa a chiamarlo "sinistra arcobaleno"? I verdi non hanno canta Bella ciao perche' non appartiene alla loro tradizione. Ingenuamente credevo che l'antifascismo fosse patrimonio della sinistra in genere, non solo de li comunisti. Che sciocca.
Negli Stati Uniti, per la prima volta Oprah si e' schierata politicamente a fianco di un candidato presidenziale, e l'ha fatto per Obama. Personalmente, approvo. Sembra che Obama sia in testa nei sondaggi per le primarie in Iowa, il 3 gennaio. E' ancora molto dibattuta la questione se un nero abbia una qualche chance di diventare presidente. Quasi tutti pensano di no.
In casa abbiamo scoperto che la pancetta tesa cotta in padella e' identica al bacon, solo piu' salata. Presi dall'entusiasmo, sono giorni che ci nutriamo di piatti a base di bacon. Comincio a sentirmi un po' intossicata.
Ieri sera ho visto Gomorra al teatro di Spello. Uno spettacolo abbastanza bello, non forte quanto il libro. Gli attori molto bravi, a me non e' piaciuto quello che interpretava Saviano, per idiosincrasie mie, ma penso che magari incontrando Saviano dal vero mi farebbe lo stesso effetto, sempre per le stesse idiosincrasie, allore probabilmente l'attore ha recitato bene. Leggendo il libretto dello spettacolo, si e' rafforzata in me l'idea che se sparissero le parole "necessita'" e "necessario/a/i/e" Roberto Saviano soffrirebbe di terribili blocchi dello scrittore.
Dimenticavo. Ieri Jason cercava con Google delle foto dell'imperatore bambino nel film "L'ultimo imperatore" di Bertolucci. Siamo giunti a questo bimbo cinese grande obeso che e' diventato la mia ennesima ossessione. Lo penso spesso e voglio guardarlo.
Intanto Luca Cordero di Montezemolo ha smesso per un attimo di sparare i suoi luoghi comuni sui politici e il pubblico impiego, e si e' accorto che c'e' un'emergenza sicurezza sul lavoro.
La Cosa Rossa si e' riunita a Roma. Io sono disposta a sottoscrivere qualsiasi progetto al quale partecipi Nichi Vendola. Ma come si fa a chiamarlo "sinistra arcobaleno"? I verdi non hanno canta Bella ciao perche' non appartiene alla loro tradizione. Ingenuamente credevo che l'antifascismo fosse patrimonio della sinistra in genere, non solo de li comunisti. Che sciocca.
Negli Stati Uniti, per la prima volta Oprah si e' schierata politicamente a fianco di un candidato presidenziale, e l'ha fatto per Obama. Personalmente, approvo. Sembra che Obama sia in testa nei sondaggi per le primarie in Iowa, il 3 gennaio. E' ancora molto dibattuta la questione se un nero abbia una qualche chance di diventare presidente. Quasi tutti pensano di no.
In casa abbiamo scoperto che la pancetta tesa cotta in padella e' identica al bacon, solo piu' salata. Presi dall'entusiasmo, sono giorni che ci nutriamo di piatti a base di bacon. Comincio a sentirmi un po' intossicata.
Ieri sera ho visto Gomorra al teatro di Spello. Uno spettacolo abbastanza bello, non forte quanto il libro. Gli attori molto bravi, a me non e' piaciuto quello che interpretava Saviano, per idiosincrasie mie, ma penso che magari incontrando Saviano dal vero mi farebbe lo stesso effetto, sempre per le stesse idiosincrasie, allore probabilmente l'attore ha recitato bene. Leggendo il libretto dello spettacolo, si e' rafforzata in me l'idea che se sparissero le parole "necessita'" e "necessario/a/i/e" Roberto Saviano soffrirebbe di terribili blocchi dello scrittore.
Dimenticavo. Ieri Jason cercava con Google delle foto dell'imperatore bambino nel film "L'ultimo imperatore" di Bertolucci. Siamo giunti a questo bimbo cinese grande obeso che e' diventato la mia ennesima ossessione. Lo penso spesso e voglio guardarlo.
sabato 3 novembre 2007
Il 12 ottobre Aldo Bianzino e' stato arrestato dalla polizia di Citta' di Castello perche' coltivava canapa indiana nelle campagne di Pietralunga, dove si era trasferito da anni, dalla Lombardia. Il 14 mattina Aldo Bianzino e' stato trovato morto nella sua cella al carcere di Capanne, a Perugia. La causa della morte e' ancora sconosciuta, presentava pera' lesioni interne gravissime. Si sta indagando, Erminia (Emprin Gilardini) ha presentato un'interrogazione parlamentare, e' attivo il comitato Verita' per Aldo, che per il 10 ha indetto una manifestazione cittadina.
Lo so, non e' la notizia del giorno.
Lo so, non e' la notizia del giorno.
mercoledì 12 settembre 2007
Un intervento notevole di Daniele Luttazzi su Grillo e il V Day:
http://www.danieleluttazzi.it/node/309
Non mi funzione "inserisci link", quindi bisogna copiare e incollare l'indirizzo su banner. Era anche questo sul blog di Luca Sofri, dovrò arrendermi all'evidenza di trovarlo interessante e metterlo tra i collegamenti.
http://www.danieleluttazzi.it/node/309
Non mi funzione "inserisci link", quindi bisogna copiare e incollare l'indirizzo su banner. Era anche questo sul blog di Luca Sofri, dovrò arrendermi all'evidenza di trovarlo interessante e metterlo tra i collegamenti.
mercoledì 5 settembre 2007
Io ero molto perplessa sull'indulto, anzi forse ero addirittura contraria. Non ne ho capito l'impianto filosofico: il perdono? non sono cattolica; il sovrappopolamento delle carceri? rilasciare persone giudicate colpevoli dopo un processo perché il carcere è pieno, è addirittura offensivo. O magari c'era qualche altra ragione che mi è sfuggita e che sarò ben lieta di discutere. Comunque. Sono anche sempre stata convinta che per davvero la sinistra minimizzava il problema sicurezza. Personalmente la microcriminalità non mi ha mai infastidito più di tanto: sì, una volta ho preso a schiaffi un ragazzo rom che cercava di borseggiarmi a Tiburtina, ma non è che la cosa mi ha cambiato la vita. Però se magari avessi avuto 70 anni? Se avessi camminato male? Se fossi stata una di sinistra di 70 anni mi sarebbe bastata la spiegazione sulle contradizioni della globalizzazione a ripagarmi del portafoglio scomparso, dei documenti da rifare, di quegli sciocchi ricordi, tipo foto, biglietti di spettacolo ecc, che si tengono nel portafoglio? Sono stata rapinata con la Massi anche al parcheggio del memoriale del Vajont, con scasso della macchina e tutto, e quella volta ci andarono pesanti. In questo caso non mi sento nemmeno di parlare di microcriminalità, c'era una vera e propria organizzazione dietro, magari di tossicodipendenti o che so io, ma di sicuro un'organizzazione. Come ci confermò lo sveglio carabiniere che rispose alla chiamata:"Ah ma lì succede sempre." In preda a una certa ira replicai "E se succede sempre non potreste mettere un cartello, come A Roma per i borseggi? Magari la gente ci fa caso." "Eh se dovessimo mettere un cartello in tutti i posti dove rubano, saremmo pieni di cartelli." Dopo questa intelligente osservazione, si premurò anche di sottolineare che non c'era nessuna possibilità di ritrovare le cose rubate (tre borse con soldi documenti e mille altri oggetti a cui tenevamo, e una videocamera praticamente nuova, lasciata in macchina perché saremo rimaste nemmeno cinque minuti, eravamo in alta montagna, e facemmo ll ragionamento, oddio, se uno deve venire a rubare al memoriale del Vajont... Ci fosse stato un cartello, avremmo agito diversamente). Ora, perché è impossibile ritrovare delle cose rubate? Non esistono le indagini? Che giro di ladri, ricettatori ecc. ci sarà mai nel bellunese? Perché quando al mio amico Romano rubarono la videocamera in California mentre era in viaggio di nozze, dopo cinque mesi gli telefonò il detective e gliela rispedirono? Qualcosa mi sfugge.
Detto questo, rimango basita che l'emergenza italiana adesso siano i lavavetri. Per non parlare dei graffitari. Oggi ho sentito parlare di un reato quale il "trasporto ingiustificato di bomboletta spray". Lo voglio scrivere un'altra volta. TRASPORTO INGIUSTIFICATO DI BOMBOLETTA SPRAY. Fanno un decreto in cui parlano di certezza della pena, sulla quale sono ciecamente d'accordo, e la mettono insieme con il problema di accattonaggio molesto. A me non ha mai molestato un accattone, sarò stata fortunata. Un paio di volte sono stata trattata con decisa aggressività da alcuni raccoglitori di firme. A questo punto esigo anche la specie "raccolta di firme molesta". Sennò mi sento insicura. Oppure facciamo che chi mi molesta, indipendentemente dall'altra attività che sta svolgendo in quel momento nei miei confronti, possa essere passibile di denuncia per molestia in generale. Non sarebbe pratico?
Poi ovviamente c'è il ritornello sulla sinistra estrema che non è d'accordo. Anche sta storia mi ha veramente stufato. Bastava fare un decreto solo sulla criminalità vera, che avrebbe messo d'accordo tutti. Al governo si media tra alleati, non mi sembra questa novità. Invece no, il camorrista sta insieme al tagger. Che pena. Il lavavetri e il graffiti artist diventano microcriminalità. Ma chi li consiglia a sta gente?
Detto questo, rimango basita che l'emergenza italiana adesso siano i lavavetri. Per non parlare dei graffitari. Oggi ho sentito parlare di un reato quale il "trasporto ingiustificato di bomboletta spray". Lo voglio scrivere un'altra volta. TRASPORTO INGIUSTIFICATO DI BOMBOLETTA SPRAY. Fanno un decreto in cui parlano di certezza della pena, sulla quale sono ciecamente d'accordo, e la mettono insieme con il problema di accattonaggio molesto. A me non ha mai molestato un accattone, sarò stata fortunata. Un paio di volte sono stata trattata con decisa aggressività da alcuni raccoglitori di firme. A questo punto esigo anche la specie "raccolta di firme molesta". Sennò mi sento insicura. Oppure facciamo che chi mi molesta, indipendentemente dall'altra attività che sta svolgendo in quel momento nei miei confronti, possa essere passibile di denuncia per molestia in generale. Non sarebbe pratico?
Poi ovviamente c'è il ritornello sulla sinistra estrema che non è d'accordo. Anche sta storia mi ha veramente stufato. Bastava fare un decreto solo sulla criminalità vera, che avrebbe messo d'accordo tutti. Al governo si media tra alleati, non mi sembra questa novità. Invece no, il camorrista sta insieme al tagger. Che pena. Il lavavetri e il graffiti artist diventano microcriminalità. Ma chi li consiglia a sta gente?
martedì 4 settembre 2007
Volevo scrivere un post sulla renaissance marscianese, simboleggiata dalla rotonda artistica con barca e boschetto che dall'Ammetto può portare a Fratta Todina, San Venanzo, Marsciano centro, e dove le famigliole si fermano a scattare foto ricordo. Ma invece pubblico questa ben più succosa notizia, nella quale mi sono imbattuta or ora del tutto casualmente:
"Il sindaco di Marsciano Gianfranco Chiacchieroni entra a “gamba tesa” nella partita per il futuro segretario regionale del Partito Democratico dell'Umbria, ruolo al quale ha deciso nel corso della giornata di oggi di candidarsi. La notizia è ancora ufficiosa ma proviene da ambienti a lui vicini ed è quindi assolutamente attendibile. Una conferma arriva inoltre dalla raccolta delle firme (ne sono necessarie 500) subito avviata in suo sostegno non solo a Marsciano ma anche a Fratta Todina, Collazzone e Monte Castello, con contatti che si stanno estendendo rapidamente a macchia d'olio (mentre scriviamo ci risultano essere in corso vari incontri, fra cui uno anche a Todi).
A convincere in modo definitivo il veltroniano Chiacchieroni a “trarre il dado” sarebbe stato il non troppo edificante spettacolo al quale si è continuato ad assistere anche in questi ultimi giorni, uno spettacolo all'insegna delle vecchie logiche e dei vecchi metodi, tutti interni alle segrete stanze dei partiti, senza quel coinvolgimento vero dei cittadini che il sindaco di Marsciano aveva già sollecitato invano appena dieci giorni fa e senza quindi quella profonda portata innovatrice e rivoluzionaria che a parole tutti dicono debba essere il tratto distintivo del nuovo soggetto politico.
Il gioco di una parte delle nomenclature dei partiti di avanzare candidature (facendo trasparire una condivisione Ds-Margherita che in realtà non c'è) al solo scopo di bruciarne i nomi dei papabili si è alla fine logorato. Con sempre sullo sfondo le ingombranti figure di Bocci e Bracco, anche la proposta dell'assessore del Comune di Perugia Wladimiro Boccali ha iniziato a bruciarsi poco dopo che è stata avanzata, tanto è vero che la Margherita gli ha contrapposto subito quella della massetana Maria Pia Bruscolotti.
Chiacchieroni ha deciso così di porre fine alla manfrina buttando sul tavolo tutto il peso dell'autorevolezza che gli deriva dai risultati elettorali ed amministrativi fin qui conseguiti. Un modo per il suo, forse, anche per rimescolare le carte e mettere all'angolo quanti, troppi, in questi giorni stanno pensando con le proprie manovre più che alla soluzione migliore per il Partito Democratico al proprio collocamento nei prossimi anni all'interno dei futuri scenari, cominciando dalla partita per la presidenza della Regione a scendere.
Domani si dovrebbe tenere una riunione della direzione dei Democratici di sinistra. La mossa di Chiacchieroni sarà sicuramente uno dei punti più caldi all'ordine del giorno. Si capirà solo in quel momento se esistono ancora i margini per una soluzione veramente condivisa, a fronte della quale il primo cittadino marscianese potrebbe forse essere disposto a fare un passo indietro, o se invece varcherà definitivamente il Rubicone per marciare come un novello Giulio Cesare verso i palazzi della regione."
La fonte è il sito di TamTam. La mia reazione: Hasta la victoria!
"Il sindaco di Marsciano Gianfranco Chiacchieroni entra a “gamba tesa” nella partita per il futuro segretario regionale del Partito Democratico dell'Umbria, ruolo al quale ha deciso nel corso della giornata di oggi di candidarsi. La notizia è ancora ufficiosa ma proviene da ambienti a lui vicini ed è quindi assolutamente attendibile. Una conferma arriva inoltre dalla raccolta delle firme (ne sono necessarie 500) subito avviata in suo sostegno non solo a Marsciano ma anche a Fratta Todina, Collazzone e Monte Castello, con contatti che si stanno estendendo rapidamente a macchia d'olio (mentre scriviamo ci risultano essere in corso vari incontri, fra cui uno anche a Todi).
A convincere in modo definitivo il veltroniano Chiacchieroni a “trarre il dado” sarebbe stato il non troppo edificante spettacolo al quale si è continuato ad assistere anche in questi ultimi giorni, uno spettacolo all'insegna delle vecchie logiche e dei vecchi metodi, tutti interni alle segrete stanze dei partiti, senza quel coinvolgimento vero dei cittadini che il sindaco di Marsciano aveva già sollecitato invano appena dieci giorni fa e senza quindi quella profonda portata innovatrice e rivoluzionaria che a parole tutti dicono debba essere il tratto distintivo del nuovo soggetto politico.
Il gioco di una parte delle nomenclature dei partiti di avanzare candidature (facendo trasparire una condivisione Ds-Margherita che in realtà non c'è) al solo scopo di bruciarne i nomi dei papabili si è alla fine logorato. Con sempre sullo sfondo le ingombranti figure di Bocci e Bracco, anche la proposta dell'assessore del Comune di Perugia Wladimiro Boccali ha iniziato a bruciarsi poco dopo che è stata avanzata, tanto è vero che la Margherita gli ha contrapposto subito quella della massetana Maria Pia Bruscolotti.
Chiacchieroni ha deciso così di porre fine alla manfrina buttando sul tavolo tutto il peso dell'autorevolezza che gli deriva dai risultati elettorali ed amministrativi fin qui conseguiti. Un modo per il suo, forse, anche per rimescolare le carte e mettere all'angolo quanti, troppi, in questi giorni stanno pensando con le proprie manovre più che alla soluzione migliore per il Partito Democratico al proprio collocamento nei prossimi anni all'interno dei futuri scenari, cominciando dalla partita per la presidenza della Regione a scendere.
Domani si dovrebbe tenere una riunione della direzione dei Democratici di sinistra. La mossa di Chiacchieroni sarà sicuramente uno dei punti più caldi all'ordine del giorno. Si capirà solo in quel momento se esistono ancora i margini per una soluzione veramente condivisa, a fronte della quale il primo cittadino marscianese potrebbe forse essere disposto a fare un passo indietro, o se invece varcherà definitivamente il Rubicone per marciare come un novello Giulio Cesare verso i palazzi della regione."
La fonte è il sito di TamTam. La mia reazione: Hasta la victoria!
domenica 8 luglio 2007
Ho visto in TV la nuova pubblicità della Fiat, che dura un minuto o più, e dopo i primi secondi ho iniziato a pensare che fosse lo spot del Partito Democratico. Guardavo il bambino di Nuovo Cinema Paradiso ammaliarsi di fronte alle immagini dell'Udi, della lotta degli operai a Mirafiori (cioè, voglio di'...), Giovanni Paolo II, Pertini, Mariangela Melato, e poi la serie delle cose che nessuno vuole, tipo la strage di Piazza Fontana, il terrorismo, i morti dell'Heysel (questo forse poteva essere un indizio). Mi chiedevo, cacchio, ma chi gliel'ha dati tutti sti soldi al Partito Democratico per comprarsi 60 secondi prima del telegiornale sulla Rai e mettere in piedi questo spot che, non posso negarlo, ha la sua efficacia?
Invece è la pubblicità della Fiat.
Invece è la pubblicità della Fiat.
giovedì 14 giugno 2007
GAZA - La battaglia di Gaza ha ora una posta in palio chiara e precisa. Hamas vuole il controllo totale della "Striscia". Lo hanno annunciato oggi le Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato del movimento islamico, che hanno concesso alle forze rivali fedeli al presidente Abu Mazen (al Fatah) solo due giorni ancora per consegnare le armi.
venerdì 1 giugno 2007
Che posso dire? Penso sempre, letteralmente sempre, a questa ragazza. Ho una specie di astio sociale che non mi dà tregua, perché ancora andiamo avanti con i panni sporchi che si lavano in famiglia, la famiglia è un limite invalicabile, poi ci sono i pullman per i family days, e adesso già si dice che anche la moglie del gemello è trattata allo stesso modo, e tutte le donne di quella famiglia sono trattate allo stesso modo, da sempre, da quando i vecchi scesero da San Venanzo per prendere i poderi a Compignano, e sicuramente anche da prima, ma prima stavano in montagna e nessuno li conosceva. Che si può fare? Che ne so. Andare, parlare, incontrarci. Soprattuto, sradicare la famiglia per come la conosciamo. Per come la difendono. Non lo so. Turbamento estremo.
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