Forse Pina Bausch
non si faceva vedere spesso
se è morta
per un tumore
diagnosticato
cinque giorni prima.
Aveva di meglio da fare
che andare dal dottore.
Per esempio fumare
assemblare passaggi
inserire distorsioni
replicate da un ricordo
di afa bruciante
o di ansia che assomigliava a noia
o di quant'altro -
osservare le persone
come si muovono
come portano il cibo alla bocca
come rattrappiscono
se all'improvviso
un rumore sconosciuto le spaventa.
Come provano le scarpe
infilandole, poi muovendo il piede
i tendini e le ossa delle dita,
valutandosi le caviglie a occhio
o nello specchio.
Come la seta o il raso
si allisciano sulla pelle e sul sudore,
premute dai palmi delle mani.
Il cik cik cik delle foglie morte
sotto le varie incombenze umane.
Parlava pensando a occhi bassi
le piccole palpebre come ali di farfalle
poetiche, agitate.
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lunedì 23 agosto 2010
sabato 12 luglio 2008
Avevo deciso di postare qualcosa del Guzzanti che amo, e avevo senza esitazioni scelto questo exploit di Corradone, visto per la prima volta per caso a tarda notte in una replica televisiva. A casa di Ilaria, anzi. Dopo aver guardato Matrix, il film non il tolcsciò, io lei e Patrizia, spegnemmo il dvd e si accese "da sola" la tv sull'inizio della scenetta. Ridemmo tutte e tre fino alle lacrime tenendoci la pancia, letteralmente.
Oggi gli faccio anche assumere l'aspetto di omaggio a Funari quello vero. Si faceva voler bene, in fondo. Riposi in pace.
giovedì 1 maggio 2008
Ieri sera io e Jason siamo andati al ristorante giapponese con Pupi, poi al Loop Caffè in via della Viola dove ci hanno raggiunto Cinzia e Antonello. C'era il concerto de Le luci della centrale elettrica in programma per le 22. Alle 22 eravamo solo io Jason Pupi Paolo Vinti e una coppia di tedeschi sulla settantina col loro cane. In venti minuti sono andati via Paolo e i tedeschi, e sono arrivati Cinzia e Antonello. Questo ci ha permesso di prendere posto sul divano e di chiacchierare amabilmente per più di un'ora, leggendo il giornale con tutti i concerti in giro (il 31 maggio c'è Nick Cave a Spello. Con Jason abbiamo convenuto che non è adatto per un neonato di 15 giorni, troppo gloomy). E' stata una serata molto carina in compagnia. Quando il concerto è iniziato, venti a mezzanotte, con una declamazione di Paolo Vinti nel frattempo ritornato ("Barack Obama vincerà negli Stati Uniti", corna e scongiuri vari), una folla compatta di gente ha circondato il divano dove ci eravamo accomodati, provoncando un momento d'ansia ad Antonello, che, unito all'ansiogenità della musica stessa, lo ha convinto ad andarsene dopo poco.
Il concerto: il giovane se non giovanissimo cantautore ha senz'altro delle doti, che vengono dimostrate nel suo myspace [fino a ieri c'era un disegno di Andrea Pazienza che spezzava il cuore, ma l'ha tolto]: il pezzo lì presente è secondo me molto bello, e rende molto più registrato che dal vivo. Mi sono chiesta, chissà perché ha messo una canzone sola quando poteva metterne tranquillamente tre o più? Dopo il concerto ho capito: i suoi brani sono tutti perfettamente identici, sia nella musica, che nei testi, che nell'esecuzione, che negli arrangiamenti. Non scherzo. Identici. E questo è monotono. Momenti intensi ce ne sono stati due o tre, ma nel complesso non mi ha entusiasmato.
Tornata a casa, da alcuni indizi fisici ho avuto l'impressione di poter essere vicino al parto. Per mezz'ora sono stata in preda all'ansia, ricercando la cartelletta con gli esami clinici, che è sparita, e decidendo cosa mettere nella valigia per l'ospedale drammaticamente incompleta (tipo, non c'ho le pantofole). Poi però non è arrivata nessuna contrazione, allora sono andata a dormire e infatti eccomi qua.
Il concerto: il giovane se non giovanissimo cantautore ha senz'altro delle doti, che vengono dimostrate nel suo myspace [fino a ieri c'era un disegno di Andrea Pazienza che spezzava il cuore, ma l'ha tolto]: il pezzo lì presente è secondo me molto bello, e rende molto più registrato che dal vivo. Mi sono chiesta, chissà perché ha messo una canzone sola quando poteva metterne tranquillamente tre o più? Dopo il concerto ho capito: i suoi brani sono tutti perfettamente identici, sia nella musica, che nei testi, che nell'esecuzione, che negli arrangiamenti. Non scherzo. Identici. E questo è monotono. Momenti intensi ce ne sono stati due o tre, ma nel complesso non mi ha entusiasmato.
Tornata a casa, da alcuni indizi fisici ho avuto l'impressione di poter essere vicino al parto. Per mezz'ora sono stata in preda all'ansia, ricercando la cartelletta con gli esami clinici, che è sparita, e decidendo cosa mettere nella valigia per l'ospedale drammaticamente incompleta (tipo, non c'ho le pantofole). Poi però non è arrivata nessuna contrazione, allora sono andata a dormire e infatti eccomi qua.
lunedì 24 marzo 2008
Dopo una giornata di Pasqua caratterizzata da 12 ore ininterrotte di pioggia battente, e dopo altra pioggia notturna così violenta da svegliare una dormiente, uno non si aspetta niente da Pasquetta. Invece la Monica la Rosalba la Patrizia e il suo fidanzato Giuseppe mi hanno raggiunta a Marsciano, e insieme siamo andati a vedere la mostra di Chagall al dinamicissimo Museo Dinamico del Laterizio. La mostra (conslusasi oggi) non è che fosse la più bella mostra della storia, però ho apprezzato le litografie sull'Esodo, e le illustrazioni per le Anime morte mi hanno fatto venire la voglia impellente di rileggere il romanzo. Il museo, inoltre, è veramente ben allestito, e la collezione di fischietti mette allegria. Sia io che Monica abbiamo avuto, negli anni Novanta, la possibilità di accedere a Palazzo Pietromarchi quando era ancora l'archivio incustodito e non ordinato del comune. Le stanze erano ricoperte da tonnellate di polvere e guano secco di piccione. Tutte/i abbiamo apprezzato il restauro.
Il caffè del museo era chiuso. Siamo rimasti a parlare davanti al cinema, sotto un cielo grigissimo. Abbiamo parlato del parto di Rosalba, di quand'è nato Dario. Poi Patrizia e Giuseppe mi hanno riaccompagnato a casa, mentre una processione aperta da un grosso Cristo in croce si snodava per le vie della città.
Il caffè del museo era chiuso. Siamo rimasti a parlare davanti al cinema, sotto un cielo grigissimo. Abbiamo parlato del parto di Rosalba, di quand'è nato Dario. Poi Patrizia e Giuseppe mi hanno riaccompagnato a casa, mentre una processione aperta da un grosso Cristo in croce si snodava per le vie della città.
martedì 18 marzo 2008
Sensibile - Offlaga Disco Pax
[ATTENZIONE: questo scritto è il testo di una canzone]
La parola sensibile è vaga come stelle dell'Orsa.
Francesca Mambro fu protagonista dell'eversione nera degli anni '70 e si è presa qualche ergastolo per omicidi organizzati, realizzati, rivendicati, confessati, ma si è proclamata innocente rispetto alla strage di Bologna. Francesca Mambro era allora come oggi la donna di "Giusva" Fioravanti, un tizio colpevole di decine di delitti a sfondo labilmente politico.
Delitti diventati famosi per la ferocia e la facilità con cui vennero commessi, spesso a danno di gente che nulla aveva a che fare con le sue "cause" e a volte dettati dalla follia piuttosto che da un qualche credo neofascista.
Un ragazzo la cui giovane vita venne violentata da troppa televisione.
Giusva era uno pronto per la "Uno Bianca" prima della "Uno Bianca".
Qualche anno fa un giudice chiese a Francesca perché lo scelse come compagno di vita. A questa domanda rispose con una frase da ginnasio nichilista, lapidaria, nel senso di lapide:
"Giusva era il ragazzo più sensibile che io avessi mai incontrato".
Che razza di tipacci fossero gli altri ragazzi che aveva frequentato non ci è dato saperlo, di sicuro Francesca con gli uomini non è stata fortunata.
E la parola sensibile resta dubbia e ambivalente come il coinvolgimento dei N.A.R. nei fatti del 2 agosto 1980. Francesca Mambro è citata nei ringraziamenti di un disco intitolato "Abbiamo pazientato quarant'anni, ora basta!". Sensibili anche loro.
Per evitare di confondere la sensibilità con l'eversione fascista e stragista stabiliremo dei limiti. Definiamo quindi neosensibilismo il nostro modo di essere sensibili che in tutto si distacca dalle ambiguità di Francesca Mambro da cui ci dissociamo, anche per l'uso sconsiderato e irresponsabile del vocabolario.
La signora Mambro e il camerata Fioravanti sono fuori di galera.
Fa male ammettere che al momento vincono due a zero.
[ATTENZIONE: questo scritto è il testo di una canzone]
La parola sensibile è vaga come stelle dell'Orsa.
Francesca Mambro fu protagonista dell'eversione nera degli anni '70 e si è presa qualche ergastolo per omicidi organizzati, realizzati, rivendicati, confessati, ma si è proclamata innocente rispetto alla strage di Bologna. Francesca Mambro era allora come oggi la donna di "Giusva" Fioravanti, un tizio colpevole di decine di delitti a sfondo labilmente politico.
Delitti diventati famosi per la ferocia e la facilità con cui vennero commessi, spesso a danno di gente che nulla aveva a che fare con le sue "cause" e a volte dettati dalla follia piuttosto che da un qualche credo neofascista.
Un ragazzo la cui giovane vita venne violentata da troppa televisione.
Giusva era uno pronto per la "Uno Bianca" prima della "Uno Bianca".
Qualche anno fa un giudice chiese a Francesca perché lo scelse come compagno di vita. A questa domanda rispose con una frase da ginnasio nichilista, lapidaria, nel senso di lapide:
"Giusva era il ragazzo più sensibile che io avessi mai incontrato".
Che razza di tipacci fossero gli altri ragazzi che aveva frequentato non ci è dato saperlo, di sicuro Francesca con gli uomini non è stata fortunata.
E la parola sensibile resta dubbia e ambivalente come il coinvolgimento dei N.A.R. nei fatti del 2 agosto 1980. Francesca Mambro è citata nei ringraziamenti di un disco intitolato "Abbiamo pazientato quarant'anni, ora basta!". Sensibili anche loro.
Per evitare di confondere la sensibilità con l'eversione fascista e stragista stabiliremo dei limiti. Definiamo quindi neosensibilismo il nostro modo di essere sensibili che in tutto si distacca dalle ambiguità di Francesca Mambro da cui ci dissociamo, anche per l'uso sconsiderato e irresponsabile del vocabolario.
La signora Mambro e il camerata Fioravanti sono fuori di galera.
Fa male ammettere che al momento vincono due a zero.
lunedì 17 marzo 2008
Al piano inferiore del museo di Palazzo della Penna, al quale si accede dalla bella scala elicoidale coperta di plexiglas, c'è l'esposizione permanente delle lavagne che Joseph Beuys utilizzò nel corso della conferenza che nel 1980 tenne alla Rocca Paolina. Dire che io capisca l'arte di Joseph Beuys al 100% sarebbe una menzogna. Questa piccola esposizione però mi piace tanto. Sono interessanti le lavagne, poi c'è una rassegna stampa che comprende articoli sulla conversazione con Alberto Burri e sull'incontro con Andy Warhol, compreso un articolo dell'Espresso con delle foto straordinarie, di Andy Warhol con Giovanni Paolo II (cercate disperatamente in rete, ma non sembrano esistere), ci sono i poster dell'evento Beuys a Perugia con gli autografi di Beuys e di Burri, il carteggio tra l'artista e gli organizzatori, degli appunti dell'artista. Il mio pezzo preferito però è il video integrale della conferenza che Beuys tenne. Superistrione, logorroico, sta lì al centro dell'attenzione in questa sala medievale gremita di intellettuali tenerissimi, con occhiali enormi, vestiti grigi, capelli lunghetti, gente di tutte le età, dall'anziano alla ragazzina con le trecce in prima fila - l'artista col classico cappello e il gilet da pesca, indossati con un trench, in piedi a gambe larghe davanti al microfono, circondato dalle lavagne. Un signore dall'aria misteriosa di maggiordomo da classici del giallo si scorge di tanto in tanto, mentre regge dei fogli e guarda nel vuoto, a sinistra. Il mio personaggio preferito è però l'interprete simultaneo, un Carmelo Bene che segue l'umanesimo ecologista di Beuys facendo facce, fumando una sigaretta col bocchino, chiudendo gli occhi e portando la mano alla fronte. Un grande. Guardo questo video come un pezzo teatrale, spesso nemmeno ascolto quel che dicono. Fa piacere pensare che mentre gironzoliamo per Perugia, nel sotterraneo di un palazzo del centro c'è questo video che va in loop.
Sabato pomeriggio io e Jason ci abbiamo portato i ragazzi e di docenti del campus dell'Università della Georgia di Cortona. Il loro professore di art theory si è gasato e li ha coinvolti in una discussione per loro penso molto stimolante. Io mi sono piazzata nella saletta del video e non ho staccato gli occhi dallo schermo finché non siamo andati via.
Il professore ha dato per buona la storia che Beuys, mentre faceva il mitragliere con la Luftwaffe in Crimea, una volta abbattuto l'aereo fu salvato da una tribù di tartari che lo avvolsero in grasso di animale e erbe tradizionali e, di fatto, gli salvarono la vita. La storia è in verità molto controversa. Io per esempio non ci credo. Credo però ciecamente nelle boccate affettate alla sigaretta dell'interprete.
Sabato pomeriggio io e Jason ci abbiamo portato i ragazzi e di docenti del campus dell'Università della Georgia di Cortona. Il loro professore di art theory si è gasato e li ha coinvolti in una discussione per loro penso molto stimolante. Io mi sono piazzata nella saletta del video e non ho staccato gli occhi dallo schermo finché non siamo andati via.
Il professore ha dato per buona la storia che Beuys, mentre faceva il mitragliere con la Luftwaffe in Crimea, una volta abbattuto l'aereo fu salvato da una tribù di tartari che lo avvolsero in grasso di animale e erbe tradizionali e, di fatto, gli salvarono la vita. La storia è in verità molto controversa. Io per esempio non ci credo. Credo però ciecamente nelle boccate affettate alla sigaretta dell'interprete.
sabato 1 marzo 2008
Ieri sarei dovuta andare a Roma al consiglio nazionale dell'associazione ricreativa e culturale. Ma l'altro ieri sera verso le 20 Mimma, atteggiando il visino a un'espressione strappalacrime, mi ha convinto che non potevo lasciare tutto proprio il giorno della scadenza del bando x, con il progetto con ancora alcune parti, seppur piccole, da scrivere, i curricula da raccogliere e soprattutto il piano economico da fare. Infatti ha avuto ragione, perché in questo modo ho potuto riguardarlo bene e renderlo più compatto, divertirmi con la calcolatrice a inventare praticamente dal niente il budget (è divertente, davvero, soprattutto una volta che Pupi mi ha insegnato a impostare il calcolo sulle percentuali, in matematica sono un' analfabeta di ritorno), confrontarmi su questo e su quello, sollecitare per invio lettere e cv, cancellare questo, cancellare quello, ricalcolare, sottolineare il bando con l'evidenziatore, riscrivere, riformulare. Tutto questo senza interruzione dalle 10.30 alle 18, quando arrancando con il mio attuale sistema respiratorio in apnea sono arrivata alla posta in tempo utile per fare la raccomandata. Ovviamente appena spedita la busta mi sono balenate violentemente nella testa un paio di cavolate che sicuramente ho fatto ma che ormai sono andate per sempre. Perfetto. Alle 18.30 ero completamente fusa, e non in possesso di una casa in città dove andarmi a buttare sul letto per almeno mezz'ora. Poco male, visto che ho presto visto Pupi e con lui sono andata a Foligno a prendere Erminia al treno, a mangiare in un ristorante di cucina umbra con televisione accesa su Sanremo (Giorgia, Jovanotti insieme a Ben Harper e Fiorella Mannoia, impegnati nel loro repertorio; credo nell'ordine le ultime tre cose che avrei voluto vedere se coscientemente avessi deciso di guardare il festival: non era una gara canora nazional-popolare o qualcosa del genere?), e poi al Feedback a vedere il concerto degli Offlaga Disco Pax.
Ora, è noto che io ormai non esco più per niente. Praticamente gli ultimi concerti a cui sono stata erano tutti negli Stati Uniti. Un po' per questo, un po' perché starò invecchiando, un po' perché come detto ero fusa dalla stanchezza, visto che il concerto, mi era stato detto, iniziava alle dieci, arrivando nel locale alle dieci e tre quarti io ero convinta di essere in ritardo. Ca va sans dire, il nostro amato gruppo è salito sul palco a mezzanotte e dieci. Alle dieci e quaranta, in compenso, con tipo dieci persone paganti, i bagni del Feedback erano già malamente intasati. Nell'attesa, un dj ha messo dei pezzi piuttosto belli. Notevole il fatto che, man mano che la sale si riempiva, nessuno, dico nessuno, accennasse un seppur timido passo di danza. Il concerto non è stato molto bello per il banale motivo che non si è sentito NIENTE. Forse Feedback più che un nome è un ideale.
Gli ODP hanno suonato soprattutto pezzi del loro ultimo disco Bachelite (resina termoindurente), che poi Pupi ha acquistato. La musica è interessante, ma i racconti brevi che il cantante interpreta a tempo sono ciò che io veramente amo, ovviamente non tutti allo stesso livello. Molti di noi saranno lieti di sapere che un pezzo, davvero esilarante, parla del Parco dei Monti Sibillini, del lago di Pilato, e della riserva per la salvaguardia del chirocefalo come una metafora della reazione e del mantenimento dello status quo. Mi ha fatto tanto ridere. La mia canzone preferita però è quella dedicata a Francesca Mambro, intelligente, profonda, politica e filosofica (sì mi voglio allargare). Non ne parlo perché cercherò di postarla integralmente.
Ora, è noto che io ormai non esco più per niente. Praticamente gli ultimi concerti a cui sono stata erano tutti negli Stati Uniti. Un po' per questo, un po' perché starò invecchiando, un po' perché come detto ero fusa dalla stanchezza, visto che il concerto, mi era stato detto, iniziava alle dieci, arrivando nel locale alle dieci e tre quarti io ero convinta di essere in ritardo. Ca va sans dire, il nostro amato gruppo è salito sul palco a mezzanotte e dieci. Alle dieci e quaranta, in compenso, con tipo dieci persone paganti, i bagni del Feedback erano già malamente intasati. Nell'attesa, un dj ha messo dei pezzi piuttosto belli. Notevole il fatto che, man mano che la sale si riempiva, nessuno, dico nessuno, accennasse un seppur timido passo di danza. Il concerto non è stato molto bello per il banale motivo che non si è sentito NIENTE. Forse Feedback più che un nome è un ideale.
Gli ODP hanno suonato soprattutto pezzi del loro ultimo disco Bachelite (resina termoindurente), che poi Pupi ha acquistato. La musica è interessante, ma i racconti brevi che il cantante interpreta a tempo sono ciò che io veramente amo, ovviamente non tutti allo stesso livello. Molti di noi saranno lieti di sapere che un pezzo, davvero esilarante, parla del Parco dei Monti Sibillini, del lago di Pilato, e della riserva per la salvaguardia del chirocefalo come una metafora della reazione e del mantenimento dello status quo. Mi ha fatto tanto ridere. La mia canzone preferita però è quella dedicata a Francesca Mambro, intelligente, profonda, politica e filosofica (sì mi voglio allargare). Non ne parlo perché cercherò di postarla integralmente.
venerdì 15 febbraio 2008
lunedì 10 dicembre 2007
Torino si ferma per i caduti alla Tyssen-Krupp. Che ha dichiarato che le norme di sicurezza erano perfettamente rispettate. Immagino secondo loro si sia trattato di una tragica fatalita'. Fanno schifo.
Intanto Luca Cordero di Montezemolo ha smesso per un attimo di sparare i suoi luoghi comuni sui politici e il pubblico impiego, e si e' accorto che c'e' un'emergenza sicurezza sul lavoro.
La Cosa Rossa si e' riunita a Roma. Io sono disposta a sottoscrivere qualsiasi progetto al quale partecipi Nichi Vendola. Ma come si fa a chiamarlo "sinistra arcobaleno"? I verdi non hanno canta Bella ciao perche' non appartiene alla loro tradizione. Ingenuamente credevo che l'antifascismo fosse patrimonio della sinistra in genere, non solo de li comunisti. Che sciocca.
Negli Stati Uniti, per la prima volta Oprah si e' schierata politicamente a fianco di un candidato presidenziale, e l'ha fatto per Obama. Personalmente, approvo. Sembra che Obama sia in testa nei sondaggi per le primarie in Iowa, il 3 gennaio. E' ancora molto dibattuta la questione se un nero abbia una qualche chance di diventare presidente. Quasi tutti pensano di no.
In casa abbiamo scoperto che la pancetta tesa cotta in padella e' identica al bacon, solo piu' salata. Presi dall'entusiasmo, sono giorni che ci nutriamo di piatti a base di bacon. Comincio a sentirmi un po' intossicata.
Ieri sera ho visto Gomorra al teatro di Spello. Uno spettacolo abbastanza bello, non forte quanto il libro. Gli attori molto bravi, a me non e' piaciuto quello che interpretava Saviano, per idiosincrasie mie, ma penso che magari incontrando Saviano dal vero mi farebbe lo stesso effetto, sempre per le stesse idiosincrasie, allore probabilmente l'attore ha recitato bene. Leggendo il libretto dello spettacolo, si e' rafforzata in me l'idea che se sparissero le parole "necessita'" e "necessario/a/i/e" Roberto Saviano soffrirebbe di terribili blocchi dello scrittore.
Dimenticavo. Ieri Jason cercava con Google delle foto dell'imperatore bambino nel film "L'ultimo imperatore" di Bertolucci. Siamo giunti a questo bimbo cinese grande obeso che e' diventato la mia ennesima ossessione. Lo penso spesso e voglio guardarlo.
Intanto Luca Cordero di Montezemolo ha smesso per un attimo di sparare i suoi luoghi comuni sui politici e il pubblico impiego, e si e' accorto che c'e' un'emergenza sicurezza sul lavoro.
La Cosa Rossa si e' riunita a Roma. Io sono disposta a sottoscrivere qualsiasi progetto al quale partecipi Nichi Vendola. Ma come si fa a chiamarlo "sinistra arcobaleno"? I verdi non hanno canta Bella ciao perche' non appartiene alla loro tradizione. Ingenuamente credevo che l'antifascismo fosse patrimonio della sinistra in genere, non solo de li comunisti. Che sciocca.
Negli Stati Uniti, per la prima volta Oprah si e' schierata politicamente a fianco di un candidato presidenziale, e l'ha fatto per Obama. Personalmente, approvo. Sembra che Obama sia in testa nei sondaggi per le primarie in Iowa, il 3 gennaio. E' ancora molto dibattuta la questione se un nero abbia una qualche chance di diventare presidente. Quasi tutti pensano di no.
In casa abbiamo scoperto che la pancetta tesa cotta in padella e' identica al bacon, solo piu' salata. Presi dall'entusiasmo, sono giorni che ci nutriamo di piatti a base di bacon. Comincio a sentirmi un po' intossicata.
Ieri sera ho visto Gomorra al teatro di Spello. Uno spettacolo abbastanza bello, non forte quanto il libro. Gli attori molto bravi, a me non e' piaciuto quello che interpretava Saviano, per idiosincrasie mie, ma penso che magari incontrando Saviano dal vero mi farebbe lo stesso effetto, sempre per le stesse idiosincrasie, allore probabilmente l'attore ha recitato bene. Leggendo il libretto dello spettacolo, si e' rafforzata in me l'idea che se sparissero le parole "necessita'" e "necessario/a/i/e" Roberto Saviano soffrirebbe di terribili blocchi dello scrittore.
Dimenticavo. Ieri Jason cercava con Google delle foto dell'imperatore bambino nel film "L'ultimo imperatore" di Bertolucci. Siamo giunti a questo bimbo cinese grande obeso che e' diventato la mia ennesima ossessione. Lo penso spesso e voglio guardarlo.
mercoledì 5 dicembre 2007
Lo so che le persone comme il faut ne parlano da chissa' quanto tempo, ma io sono stata folgorata dagli OfflagaDiscoPax solo 10 minuti fa. In tutta la loro reggiemilita'. Prendiamo la canzone Cinnamon. Tutti gli amarcord su quel che c'era quando eravamo piccoli sono di solito per me nauseabondi, ma non se citi la chitarra dei CCCP e il testo sembra scritto da Jonathan Richmond. Il cinnamon era il vero gusto da Black Panthers.
domenica 4 novembre 2007
mercoledì 24 ottobre 2007
Babsi Jones ha chiuso il blog. Per motivi che alla lontana, ma nemmeno tanto, si richiamano agli interrogativi che Giovanni ha espresso nel suo, di blog, l'altro ieri. Interessante. [Babsi Jones e' una mia amica su My Space, ci siamo anche scritte delle mail, allora ho un po' di ritegno a parlarne in modo critico]
mercoledì 12 settembre 2007
martedì 17 luglio 2007
Avrei tanto voluto parlare dello spettacolo che ho visto al festival di Spoleto, su invito di Francescone Gabrielli, Nietzsche Ecce Homo di Malosti, perché era stupendo. Inoltre sono innamorata di Michela Lucenti, che ne era la protagonista femminile. Il corpo femminile protagonista. Ma ormai sono passate due settimane. Non c'ho più voglia. E' questo che fa di me la bloggher ridicola che sono.
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