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mercoledì 30 aprile 2008

"Qui non abbiamo grandi problemi di sicurezza nel senso che, se guardi le statistiche, vedrai che non ci sono criticità e i vecchi del quartiere ti spiegheranno che negli anni Ottanta, con la guerra tra la banda della Magliana e i napoletani, era molto più pericoloso girare di notte da queste parti. Voglio dire che non è minacciata l'incolumità delle persone, ma la loro familiarità con il luogo che abitano. Trovano la spazzatura davanti alla loro porta. Vedono gente che non conoscono. Sono invasi dal fumo dei fili di rame bruciati negli improvvisati campi rom. Questo spaesamento ha provocato l'incertezza e l'insoddisfazione che in Campidoglio non hanno voluto comprendere fino alla bocciatura di Rutelli, oggi.". Questo dice Sandro Medici, ex direttore del Manifesto, presidente della Municipalità del Quadraro, zona di tradizione partigiana e di sinistra a Roma, in un articolo non malaccio di Repubblica. Medici ha vinto di slancio, Zingaretti per la provincia ha preso 20 seggi su 20. Rutelli ne ha persi 19 su 20. Essendo andata a Roma spesso in questo ultimo anno e mezzo, avendoci vissuto due mesi, bazzicando spesso zone non centrali, ho avuto modo di chiedermi se quel degrado, che era evidente, poteva essere evitato. Tipo, questo stradello che costeggia la stazione della metro, letteralmente ricoperto di spazzatura di ogni tipo, cocci di bottiglia, rifiuti organici, non si potrebbe ripulire? Magari no, non si può ripulire per qualche motivo burocratico che non so. Ok, non c'è modo di superare il motivo burocratico? Che ne so. Però Roma è così fuori dal centro, non si può dire di no.
Alemanno ha detto che il primo passo che farà sarà espellere i 20.000 rom e immigrati che hanno commesso reati. Sulla carta, per me si può anche fare. C'è un accento razzista nello specificare rom, la colgo, ma che chi ha commesso reati vada sanzionato e, se ci sono gli estremi legali, allontanato, io sono d'accordo. Ma li espelle dove? Nel paese di origine, a Milano, a Monterotondo? E' così facile? Sono presa dalla curiosità divorante, è così. Nel senso che non ci credo che queste quattro idee basate puramente sull'aspetto repressivo (che, ci tengo a sottolinearlo ancora, per me va bene se è secondo legge) potranno risolvere il problema. Voglio vedere che succede, quando se ne prenderà coscienza.
Quanto sarebbe stato bello se la sinistra avesse dato udienza ai sentimenti di microinsicurezza e avesse elaborato delle strategie per superarli (provare a superarli, almeno)unendo alla repressione la socialità, l'integrazione, e tante altre cose belle. Vabe', comunque c'è tutto il futuro davanti, pensandoci bene. [Tutto questo ottimismo me lo daranno gli ormoni? Chissà come mi piglierà con i baby blues?]

lunedì 28 aprile 2008

Il nuovo sindaco di Roma ha la croce celtica sulla catenina e una moglie che di cognome fa Rauti (studiosa dei moti della Vandea, tra l'altro, in senso revisionista).
Però vogliamo negare che il bregno di Rutelli non può non suscitare una certa soddisfazione?

sabato 26 aprile 2008

Adesso che in fondo è andata, si può anche ridere con attonita meraviglia. Finalmente qualcuno che fa un'analisi seria. Da guardare con la massima attenzione fino alla fine.



Nn'è vero che siamo così, io presempio non fischio solo perché non so fischia'.

giovedì 17 aprile 2008

Dopo il corso pre-parto sono andata al bar vicino al Pam a prendere un cappuccino (ok sì, lo confesso, ho preso anche una brioscia...). Il Corriere dell'Umbria era occupato, allora mi sono immersa nella lettura de La Nazione. Che ho trovato interessante al punto da uscire con diversi appunti.
Pagine regionali - Intevista ad Ada Urbani, politica locale di Forza Italia, dinastia del tartufo, regina della cotonatura bionda ossigenata, del kajal dentro la palpebra inferiore, del foulard e del tacco a spillo sulla gambetta secca e nervosa. Messa in lista per il Senato in funzione chiaramente riempitiva, grazie al tracollo della sinistra è stata eletta. Mi interessa solo l'inizio: "Senatrice Ada Urbani, superata l'emozione del voto che l'ha portata a Palazzo Madama?
Senatore, prego. Sono stata sindaco, non sindaca, consigliere, non consigliera. Altrimenti si esaltano le differenze che per me non esistono." Può essere che sia stata assente alle elementari, il giorno che la maestra spiegava la semplice regola grammaticale del femminile nella lingua italiana. Questo è, una regola di grammatica. Ma più probabilmente, come ho sempre sospettato, queste donne che si presentano come travestiti hanno delle vere e proprie problematiche di identità di genere.
Pagine nazionali - Intervista a Ciro Argentino, operaio della Thyssen di Torino attualmente disoccupato, candidato dalla Sinistra Arcobaleno e, quindi, non eletto in Parlamento. Riporto alcune domande. "(...) nelle grandi fabbriche i vostri voti sono stati dirottati sulla Lega?
Gli operai si buttano da quella parte perché sono preoccupati che le case popolari vadano agli zingari e i posti all'asilo ai figli dei marocchini." Detto in parole semplici e dal suono un po' razzista, ormai sappiamo tutti che è vero, è per questo che hanno votato per la Lega. Lui evidentemente ci parla coi suoi colleghi. Poi gli chiedono cosa augura ad Antonio Boccuzzi, anche lui ex operaio della Thyssen candidato dal PD ed eletto. "Di fare al meglio l'interesse degli operai. Sapendo però che non ci riuscirà, non in un partito dove sta Calearo." Il giornalista osserva che lui, nonostante tutto, ora è un disoccupato speciale: "Agli altri un lavoro lo hanno trovato. Io sono quello che ha strappato una corona di fiori della Thyssen ai funerali di Rocco Marzo, sono il comunista in fabbrica, quello che dà fastidio." L'intervista finisce con lo scambio seguente:
"Si sente un sopravvissuto?
No, mi sento un'avanguardia."
Guardate. Orgoglio proletario, compagni e compagne. Massimo rispetto. Tra l'altro, da qualche punto di vista che ora fatico a individuare, può darsi benissimo che abbia ragione.

lunedì 14 aprile 2008

Veltroni ha telefonato a Berlusconi per dargli atto della vittoria perché in America si fa così. Lo odio. Mi fa pena. Mi fa schifo. Lo ammazzerei. Mi dispiace che Berlusconi gli abbia risposto.
[Sto avendo un attacco di nervi]
Mastella che fa il commentatore alla diretta del tg2 mi ricorda tanto un intellettuale della Magna Grecia.
Ha telefonato mio fratello Nicola per commentare le elezioni. Nicola vive nell'appennino vicino Parma (ripeto così a pappagallo, mica lo saprei situare su una carta geografica...), dove fa il veterinario in un allevamento di cavalli da corsa.
Nicola non ha votato per due motivi: 1) sabato è andato a Marsiglia con un pullman partito da qui, a vedere un gruppo di musica oi di Perugia che si esibiva con un famoso gruppo spagnolo dello stesso genere (il gruppo spagnolo si dichiara stalinista). Sarebbe potuto riscendere con lo stesso pullman fino a Marsciano, dove risiede, domenica sera, ma oggi doveva lavorare 2) se avesse votato avrebbe votato per Veltroni, senza però approvarne il progetto ma solo in funzione antiberlusconiana. Non avrebbe comunque mai votato per la Sinistra Arcobaleno perché ritiene che al momento non abbia niente da dire. Quindi in ultima analisi è stato contento di non poter votare perché votare Veltroni gli sarebbe dispiaciuto.
Questo è il discorso che mi ha fatto. In fondo non fa una grinza.
La cosa che mi lascia più perplessa è lo stalinismo del gruppo spagnolo. Ma ormai agli spagnoli si perdona tutto. Viva Zapatero.
La Sinistra l'Arcobaleno non avrà probabilmente un solo eletto al parlamento. Sarà contento Veltroni, che è tanto turbato dalla "sinistra radicale".
Mi sento a poco a poco invasa dall'odio.
Ecco sì, Luca Barbareschi gongolante che commenta la vittoria elettorale dal quartier generale del Popolo della Libertà: ne avevo bisogno. Riforma della giustizia, gestione dei beni culturali e turismo, di questo si occuperà nella sua prossima carriera di parlamentare.
Sono senza parole.

venerdì 11 aprile 2008

Mentre guadagnavo l'uscita dell'affollatissimo autobus, alla mia fermata, la voce della ragazzina diceva: "A me non me frega niente né de destra né de sinistra. Chi va su, chi va giù, boh... non me ne frega un cavolo."
A me me frega, anche molto, eppure è vero che non ho seguito niente, non sto leggendo niente se non generici articoli di giornali o su internet di tanto in tanto. Non ho guardato un dibattito, una tribuna politica, stasera mi asterrò dall'ascoltare Berlusconi e Veltroni che parlano a Matrix (ti ricordi Pippi due anni fa a casa tua a vedere il faccia a faccia Prodi-Berlusconi nella tua bella casina di Montelaguardia, che se non erro batté i record di ascolto televisivo in Italia?). Lunedì quando daranno il primo exit poll io sarò all'Ipsia con i ragazzi e le ragazze del secondo a parlare chissà di cosa, se di droga, di gravidanze in adolescenza, di tratta di esseri umani - il progetto che stiamo facendo è molto ampio e generico, il che permette di spaziare più o meno ovunque. Tipo oggi con la quarta siamo finiti a parlare di immigrazione, perché li ho sentiti fare commenti così xenofobi (eppure, anche se destrissimi, sono simpaticacci, interessati, aperti al confronto) che non me la sono sentita di andare avanti senza discutere insieme questo punto. Del resto sulle droghe avevano delle competenze che io me le sogno.
Allora, quando lunedì daranno il primo exit poll mi aspetto che le mie amiche mi inviino almeno un sms per farmi sapere che aria tira, anche se nel 2006 poi lo spoglio del voto vero e proprio diede esiti molto diversi ( ti ricordi Massi che ci fu anche l'applauso nell'atrio del Palazzo dei Priori quando apparvero le prime proiezioni che davano il centro-sinistra tanto avanti? vi ricordate Anto e Sinci, che ansia e che frustrazione a seguire i risultati fino a notte fonda nella vostra vecchia casetta?).Poi mi unirò a qualcuno, magari in qualche luogo pubblico, o in qualche casa. Ha ragione Mimma, mica vorremo stare da soli in un momento come questo.

mercoledì 9 aprile 2008

Giovanni Lindo Ferretti è una persona che ho quasi idolatrato in gioventù. I dischi dei CCCP-Fedeli alla linea sono tuttora tra i miei preferiti, così come almeno un paio di album dei C.S.I. Allora è con una specie di morbosità che seguo la discesa nell'estrema destra di quest'uomo che da anni ormai si sente un profeta, colui che sa vedere quello che gli altri hanno paura di vedere ecc. ecc. ecc. E' inutile, nella vita non ci si può fidare di nessuno.
Amici, amiche, compagni, compagne, nella vita si può diventare infinitamente stronzi: stiamo attenti a noi stessi, e come monito leggiamo questo edificante resoconto autobiografico del concerto tenuto da Giovanni Lindo a favore della lista del suo nuovo amico Ferrara. Oh che pensiero differente! Che profondità del sentire!
["mi ha aperto alla conoscenza di mondi sconosciuti di cui percepivo la mancanza: il pensiero neo-conservatore americano, tanto per dirne uno". Non avvertite anche voi il prepotente desiderio di mutare il virus dell'afta epizotica?]
E tanto che ci sono, ecco il programma della lista Aborto?No grazie. Ovviamente si sentono pazzi, visionari, non allineati.

mercoledì 2 aprile 2008

Mi sveglio tutto le mattine con una macchia di couperose in faccia che la sera non avevo.
Ieri con Pupi sono andata a una serata della Sinistra l'Arcobaleno, presente il ministro Ferrero. Era in uno stanzone di un CVA di periferia, che all'inizio sembrava dover rimanere mezzo vuoto, e invece si è riempito di gente anche interessante. Mi sono seduta tra Pupi e Fabrizione Cerellona, con la sua solita aria schiva, quasi furtiva, simpatico. Mentre chiacchieravamo ingannando l'attesa, un signore dall'accento sardo si è avvicinato a Pupi, e hanno iniziato a parlare come due che non si vedessero da tanto tempo. Io sentivo che il signore sardo diceva "Auguri, veramente tanti auguri... l'ho saputo solo adesso, mi dispiace, ma augurissimi proprio... sono contento, auguri auguri". Ho chiesto a Fabrizio se sapesse di qualcosa per cui bisognava fare gli auguri a Peppe, magari qualcosa di politico. Ma no. Ho iniziato a congetturare, Peppe potrebbe avere una doppia vita. Magari si è laureato. Ha fatto un figlio. Lo ha adottato. Ha vinto il Pulitzer. Quando il signore si è allontanato, dopo cinque minuti di felicitazioni, gli ho chiesto:"Ma perché ti fa gli auguri?". "Perché mi sono sposato". Era vero. Gli ha fatto gli auguri perché si è sposato. In effetti lo ha saputo in ritardo. Pupi si è sposato sei anni fa. Fabrizio ne ha approfittato per dirci che tra 20 giorni parte per Cuba, dove convolerà a nozze con una ragazza del luogo. Sorpresa, curiosità, entusiasmo. Augurissimi. Quando tornano da Cuba vorremo forse negargli una festa?
Nel frattempo è entrata, sedendosi davanti a noi, una ragazza dalla bellezza incontrovertibile, una morona boccona occhiona tutta Juicy Tubes e Effet faux-cils, con una french rosa e bianca da premio dell'estetica e tacchi 12 su un total black non chicchissimo ma di sicuro effetto. Un qualcosa mai visto a un comizio di Rifondazione, ve lo assicuro. Mai vista prima da nessuno, infatti, ma ho notato una certa soddisfazione trapelare tra i presenti, probabilmente per il fatto di avere finalmente qualcuna che possa fare concorrenza a Mara Carfagna.
Il ministro Ferrero l'ho sempre solo sentito, di sfuggita, in televisione. Pensavo mi piacesse. Invece mi piace così così. Intanto io ho una vera idiosincrasia per la teoria che questa destra è come il fascismo e il nazismo storici. Cioè, che scoperta questa destra è di destra, ci sono dentro anche dei fascisti per non dire dei nazisti, di per sé non sarebbe sto grande argomento. Quando si comincia ad argomentare che sì, sono come Hitler perché invece di individuare la zona del conflitto nella lotta di classe la proiettano sulla guerra tra poveri, mi cascano veramente le braccia. Non è che mi caschino perché non è vero. Ma perché è vero ormai da 20 anni, si sa, si è capito, il capitalismo ha sempre spostato l'attenzione sulla guerra tra poveri, ben prima del fascismo storico, poi non è come il fascismo storico perché la democrazia occidentale, rispetto a quell'esperienza, ha dimostrato di avere anticorpi, ma comunque la situazione fa schifo lo stesso, non perché è come il fascismo ma per quello che è. Allora che me lo tiri fuori a fare sto paragone inutile? Questo è solo un esempio di un discorso abbastanza grigio, prevedibile, senza nessuno spunto di lettura nuovo, con una riproposizione della lotta di classe para para. Ancora sto qui a sperare di andare a un comizio e dirmi "cavoli, è vero, ecco che era, ecco la visione che mancava, ecco in effetti come sta andando il mondo." Invece non succede, ma non importa perché immagino sia solo una speranza sciocchina e immatura. Il voto di opposizione serve senza dubbio, e ormai siamo abitutati a votare per evitare il peggio.
Inoltre, è stato spiegato come una buona affermazione al Senato della sinistra arcobaleno toglie comunque voti alla destra, per via dell'assegnazione proporzionale dei seggi. Se lo trovo in rete, tutto il meccanismo, lo linko.

sabato 29 marzo 2008

''In Italia sono benvenuti gli stranieri che lavorano, che hanno gia' un lavoro, non coloro che vengono alla ricerca di un lavoro''. Cosi' il presidente di An, Gianfranco Fini, durante un comizio tenuto oggi ad Ancona. (Agr)
Cioè, non ho capito. Dei turisti che hanno già una professione avviata nel paese di provenienza? O persone che hanno trovato un lavoro in Italia grazie ai numerosi canali legali che, nel loro paese, ti piazzano a lavorare qui? Che intende? Che intende, sto coglione?
Io li odio.

giovedì 27 marzo 2008

Al consiglio comunale aperto sulla 194 ci sono stata solo poche decine di minuti, perché sono arrivata in autobus dall'ufficio dove ho il turno fino alle cinque, e poi alle cinque e cinquanta con Giorgio sono andata al direttivo dell'associazione culturale e ricreativa.
Comunque. Scioccamente, non mi aspettavo di trovarvi anche persone contro la 194. Invece c'erano, in numero significativo e organizzati (la Pippi ha incontrato per le scale un anziano che diceva a qualcuno "Mi hanno detto dalla parrocchia di venire su, che c'era questa cosa, sono corso subito"). Questo mi ha interessato moltissimo. Voglio sapere cosa pensano e che dicono, non Ferrara e Pezzotta, ma queste persone che vivono la mia stessa quotidianità nella mia stessa città. Poi magari dicono le stesse cavolate di Ferrara e Pezzotta, e con non meno retorica. Ma insomma.
Poi, mi ha colpito con dispiacere constatare che tra le sostenitrici della 194, immagino tutte avvertite come me dalla Rete delle Donne Umbre, non ci fossero ragazze. La netta maggioranza sembrava composta da persone sopra i 40 anni, anzi soprattutto sopra i 50 anni. E' vero allora quello che si dice in giro, che le giovani non sentono questo come un problema, danno per scontati i diritti per le quali le loro madri hanno combattuto, e bla bla? Immagino di sì, però c'è stata un'assemblea all'università che mi dicono sia stata molto affollata, un presidio all'ospedale. Mi viene il dubbio, che potrebbe essere una totale pippa mentale, che non interessi lo spazio pubblico, nel senso di spazio di confronto. Sì ok, devi stare seduta dietro i consiglieri di Alleanza Nazionale e ti fa schifo solo a guardarli, sono la prima a dirlo. Devi ascoltare i soloncini del forum delle famiglie con i loro accenti veneti e non puoi nemmeno rumoreggiare, perché è proibito. Però che palle, comunicare solo a striscioni e a "ora basta!". Di fatto le uniche due ragazze erano Chiara e Lavinia, operatrici dell'Unità di Strada. So che non è un caso, e sono felice.
Uno dei tre interventi che ho ascoltato per intero è stato quello di una tipa del comitato nazionale sulla bioetica. Una chimica. Che ha esordito dicendo che la 194 è una buona legge. Cioè, freghe, a me basta questo. A me non interessa minimamente che ogni singolo cittadino e ogni singola cittadina la pensi come me in ogni singola sfumatura della 194. Per me una nel suo intimo può anche pensare che l'aborto sia un omicidio aberrante, se però difende la legge con me è a posto. Sempre questa signora ha iniziato una semitirata semicontro la RU486. Però, nei fatti, stava proponendo che la pillola abortiva venisse inserita nella 194. In soldoni, che si somministri in ospedale, e non venga venduta in farmacia dietro ricetta. Grandi malumori dalla nostra gradinata. Cioè, perché? La RU486 è una bomba chimica. Facciamo tutte le salutistine e la naturistine per gli antibiotici, per dire, e adesso dobbiamo sminuire la pillola abortiva nei suoi effetti farmacologici? Certo, mica fa morire. Manco l'antibiotico. Ma è meglio prenderla in modo controllato. Io personalmente, non ci vedo niente di male a che la pillola abortiva sia somministrata in ospedale. Senza ricovero, ma solo con la certezza che le informazioni su come seguire il percorso siano indicate con la massima correttezza. Farla dare in farmacia non sembra la mia battaglia. Magari mi sbaglio, magari c'è qualcosa che non so. Però, se è vero che potendo scegliere la maggioranza delle donne preferisce l'intervento invece della pillola, un motivo dovrà pur esserci. L'importante, come sempre, è poter scegliere.
Riflettendo su questo e altro sono dovuta uscire per precipitarmi all'appuntamento con Giorgino, sfoggiando il mio pancione che nulla aveva da invidiare ai tre o quattro duenni che le famiglie cattoliche si erano portati dietro.

martedì 4 marzo 2008

Con il babbo e il suo camioncino ci siamo recati a FCO a prendere Jason e Corbin che tornavano dagli Stati Uniti. Jason è apparso all'affollatissimo gate B, che serviva tutti i voli non dall'Italia vista la chiusura del gate C, carico di bagagli, ma indossando uno di quei completi che gli cuce su telemisura il sarto thailandese che ha trovato su Internet, e che lo fanno tanto gangster americano degli anni 70, e che io adoro. Corbin si è ingrassata, non ha più paura di volare, le si chiude solo la vescica. Jason mi ha riportato delle testoline-di-animali-della-fattoria gommose che aveva comprato nello scalo a Londra all'andata (la mucca sapeva di cocacola, è stata la mia preferita), alcuni vestiti che avevo lasciato ad Atlanta, compresi degli stivali multicolori lavorati ai ferri, il primo numero di Open Face Sandwich (un po' irritante. Gli americani, in media, non sfuggono alla dittatura del cool. Proprio non ce la fanno). Poi ha riportato alcune tonnellate di vestitini, tutine, magliettine, un piccolo bomber col collo di pelo, un piccolo paio di jeas, bavaglini, calzine, berrettini e 3 biberon, dono della moglie di suo padre e delle sue sorelle di secondo letto Sheena (dalla leggendaria bellezza, pur non essendo la principessa guerriera ma una estetista e massaggiatrice diplomata che lavora su naavi da crociera, è buddista e vive alle Hawaii), Athena e Rosie.
Domenica alla presentazione de La Sinistra l'Arcobaleno ho incontrato tanta gente che ho conosciuto negli ultimi venti anni, anche qualcuno che non mi aspettavo e mi ha fatto molto piacere, tipo Roberto Bordoni. Franco Giordano, che non apprezzo particolarmente (non apprezzo nessuno particolarmente, tranne Vendola e Ferrero) è stato invece abbastanza interessante. Non mi spiego perché abbiano invitato Lotti (io non ci credo mai che non si schiererà col pd), non l'amico di Pacciani ma l'inventore del pacifismo come professione, nel senso sì, arrivo a spiegarmi che si cerchi di coinvolgere il mondo dei pacifisti, solo che è come se una formazione di sinistra che volesse coinvolgere il popolo russo invitasse a parlare lo zar. Ma tant'è. E' stato un incontro molto affollato. La fraction Comunisti Italiani si riconosceva bene perché erano omìni. La Sinistra Democratica era presente, tra l'altro, nella persona del dottor Monaco, che noi conosciamo da anni perché è lui che fa la profilassi e le cure antitubercolosi alle ragazze. I Verdi risultano non pervenuti (sto citando). Io voto la Sinistra l'Arcobaleno. Due articoli, che tipi...

domenica 24 febbraio 2008



Codesto solo oggi possiamo dirti
Ciò che non siamo ciò che non vogliamo

venerdì 15 febbraio 2008

Ambè! Che non si dica più che Walter Veltroni non prende posizione sui grandi temi. Oggi si è espresso in modo nettissimo, senza se e senza ma, sullo scomodo tema della pedofilia. "Lo stato deve mostrare maggiore forza con misure di repressione e pene che siano le più dure possibili" ha detto il segretario del Pd. "La pedofilia merita una risposta molto dura - continua Veltroni - purtroppo il fenomeno si sta diffondendo e la violenza contro un bambino è il reato peggior che si possa fare perchè la violenza è togliergli la vita''. ''Servono pene più severe possibili'' afferma il segretario del Pd.
Ambè!
Attendo con ansia il prossimo intervento sulla fame nel mondo.

venerdì 8 febbraio 2008

A Marsciano posso usufruire dell'osservatorio sull'uomo della strada denominato "Babbo". Orbene, l mi babbo (di destra per motivi familiar-edipici, ma aperto alla diversità e per esempio chiacchieroniano di ferro in ambito locale) ha deciso che voterà Veltroni. Le scorse elezioni ha votato Berlusconi. Sostiene di ammirare Fini (secondo me manco è vero). Non ha apprezzato che non abbiamo accettato di cambiare la legge elettorale, e odia l'assorbimento del da sempre aborrito Mastella.
Mio fratello Francesco, esperienze di centro sociale e fino adesso sempre votante Rifondazione, pensa di votare Veltroni. L'ha visto a Ballarò e gli ha dato l'idea che potrebbe vincere. "Io lo voto volentieri Vladimir Luxuria, ma se Berlusconi perde ste elezioni è finito per sempre. Secondo me Veltroni lo può battere".
In effetti. Sono giunta anch'io alla conclusione che Veltroni può battere Berlusconi. Non lo voterò, però devo dargli atto che, dopo il balletto del "mettiamoci insieme e cambiamo la legge elettorale", tenendo duro sul correre da solo e continuando a sfidare Forza Italia su questo, ha messo Berlusconi alle corde facendolo sembrare orrendamente vecchio politicante dalle mille alleanze, e ponendosi come inattaccabilmente nuovo. L'accrocchetto con Alleanza Nazionale non prende in giro nessuno. Berlusconi ormai gioca sulla difensiva.