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sabato 12 gennaio 2008

Stefano Marcucci ci ha messo insieme una presentazione bellissima alla libreria Carnevali, noi autori/autrici seduti su dei puf azzurri, la gente molto vicina, il microfono di mano in mano, letture ad alta voce, domande e risposte, brindisi finale. Proprio piacevole.

Leggo "Mozart in viaggio verso Praga" che avevo acquistato l'11 gennaio 1989 e appena sfogliato. Avrei bisogno di fare piu' cose, vedere piu' gente, avere qualche folgorazione culturale.
Mi sarebbe piaciuto andare a Umbertide a vedere Intolerance di D.W. Griffith, ma non c'era il treno per tornare. Siccome sto facendo a poco a poco quello che avrei dovuto fare 20/15/10 anni fa, immagino che potrei considerare l'idea di prendere la patente, come mi ripete con accenti isterici mio fratello Nicola ogni volta che ci vediamo, anzi anche ogni volta che ci sentiamo al telefono. Mi annoio un po'.
Grazie a un contatto di Giovanni (di quante cose devo ringraziarlo) sto per iniziare un lavoro come traduttrice al quale tengo moltissimo.

martedì 8 gennaio 2008

Venerdi' 11 gennaio,alle 17.30, si terra' alla storica libreria Carnevali di Foligno la presentazione del libro nostro, presenti vari autori e a cura di Stefano Marcucci. Intervenite numerosi.

mercoledì 19 dicembre 2007

Una persona ha letto il mio racconto e ha detto a me, e anche a miei cari amici in un'altra occasione, che non gli e' piaciuto (a me non ha detto proprio che non gli e' piaciuto, ma si capiva) perche' e' esagerato. Troppo metropolitano. Perugia, ca va sans dire, non e' cosi'.
Va bene. Ripercorriamo insieme cosa fanno i giovani protagonisti della storia (perche[ immagino non sia la nonna in settimana bianca a Rivisondoli o la quarantenne donna delle pulizie con amante stronzo a sembrare troppo metropolitane): si incontrano al pub, bevono diversa roba, chiacchierano di cavolate, si scattano foto col telefonino, poi prendono la macchina, vanno verso il capoluogo, fumano una canna, vanno a una festa, consumano del mdma, ascoltano musica, vanno al centro, cazzeggiano, riprendono la macchina e tornano al paesello (non so nemmeno se si capisce che tornano al paesello - tornano comunque verso la periferia). Ora, che c'e' di metropolitano in questo?
Come varie sensibilita' hanno compreso, il mio scopo era proprio quello di descrivere un gruppo di ragazzotti di provincia, teneri ma schiacciati nella confortevole prigionia della loro situazione. In qualsiasi paese dell'Umbria dove ancora vivono dei giovani questo si fa quando si esce: si beve, si fuma, si va verso il centro piu' o meno grossotto piu' vicino. O in alternativa in qualche discoteca. Adesso, e anche venti anni fa peraltro.
Mi fa sorridere il pensiero che questa sfilza di banalissime occupazioni, farsi du canne, tornare a casa ubriachi, possa considerarsi esagerata o troppo metropolitana. Ho questa provinciale idea che a New York e Berlino, volendo, ci sia molto altro da fare. A Perugia, per dire, no.
Poi la bulimia. Addirittura la bulimia. Esagerazione delle esagerazioni. Cavoli, una e' bulimica, poi esce, beve e va addirittura a Perugia. Poco credibile. Non so che dire. Lo so che non e' una patologia tipicamente umbra, e mentre si ingozzava la ragazza non ha assaggiato neanche un pezzo di ciauscolo o di ciaramicola. Pero' le bulimiche che ho conosciuto erano cosi', che vogliamo farci.
Ho fatto il tentativo dell'iperrealismo, scrivendo praticamente solo cose che ho visto o sentito, per esempio da mio fratello Nicola (il quale sostiene per esempio che a Marsciano l'alcolismo giovanile sia una specie di emergenza sociale). Tentativo non del tutto riuscito, i suppose.

sabato 8 dicembre 2007

Un petit follow-up. Robespierre.
E a proposito di meravigliosa toponomastica, che e' un tema a cui noi cresciuti nell'Italia rossa teniamo molto, soprattutto per il fascino delle contraddizioni postmoderne che crea: a pag. 37, dopo la frase "Col Moccio si videro al centro commerciale", e' saltato il seguito, cioe' la virgola e "in piazza Carlo Marx."

domenica 11 novembre 2007


Anche il nostro momento a Umbrialibri e' andato bene, anche se forse un po' piu' rigido di quanto non fosse stato Umbertide. Amici e amiche, commenti positivi, la mia mamma che faceva le foto dalla platea.
Con il nostro bardo nel cuore (pero', che bel ragazzo che era. eeeh, gli slavi del sud...).

Per inciso, Beppe Severgnini, di cui in generale non sono una grande fan, deve essere rimasto stranito dallo stesso articolo che aveva stranito noi, nel suo giornale.

martedì 30 ottobre 2007

Umbertide, 27 ottobre 2007



Pensavamo forse che la sala fosse troppo grande, invece e' venuta tanta gente. Giovanni ha condotto l'incontro con tranquillita' e sicurezza, il libro e' andato via come il pane. Per ricordare questo evento, ho deciso di produrre un musical psichedelico che lo racconti. Questa sara' la locandina:

mercoledì 24 ottobre 2007

E' uscito il libro!
La copertina si vede nel blog di Giovanni o nel sito dell'editore Perrone, che fra poco linkero' a destra. Sabato a Umbertide c'e' la presentazione. Sono contenta! Cavoli se sono contenta, gia' due punti esclamativi.
Ho gia' pubblicato un racconto in un'antologia, "Spazzatura!" di Fernandel (in questo caso il punto esclamativo non e' una mia scelta). Secondo me era anche un bel racconto, cosi' a memoria, perche' il mio file originale era nel computer che mi hanno rubato e non ho mai preso le 5 copie che l'editore mi dava in omaggio. Quindi non l'ho mai piu' riletto. Allora, due anni fa, non mi feci coinvolgere dalla cosa. Un po' perche' ero in fase negativa, seguendo qualche sciocco percorso mentale. Un po' perche' il curatore di quell'antologia, il noto (e piuttosto bravo come scrittore: a me e' piaciuto Fantasmi e fughe) Giulio Mozzi, non so, non e' comunicativo, l'ho trovato respingente. Poi doveva passare l'idea che i racconti fossero il frutto di quel laboratorio, a cui io mi ero iscritta solo perche' si andavano a visitare le discariche intorno a Perugia, e anche perche' nella presentazione era citato Underworld, mai menzionato nemmeno di passaggio nei tre giorni. Non andai nemmeno alla presentazione nel corso di Umbrialibri. Questa volta e' diverso, soprattutto perche' e' stato Giovanni ad aprire la porta magica. Un grande amico. Ho seguito il progetto passo passo, da amica. E' tutto un periodo di nascita, rinascita, profondita', fertilita'. Il mio racconto e'intitolato "In utero", e non posso fare a meno di scoprire una veggenza, o forse una speranza inconfessata, non lo so.
[per completezza di informazione, perche' la completezza e' tutto, il primo racconto si trova qui]
{Jason mi ha insegnato a rendere attivi i link. Evviva!}